L’ormai noto circolo ‘virtuoso’ partecipa alla XIII Settimana della Cultura con
una nuova ed interessante mostra fotografica che, da un lato, chiude il progetto
“FotografArte” per la stagione 2010/11 e, dall’altro, costituisce la tappa conclusiva
di un’ideale trilogia espositiva legata al nome di Cristian Palmieri.
Dall’osservazione sulle possibili forme del mare (Figli
dello stesso mare, 2009), alla ricerca tematica sulla luce, rivelata a contatto con alcuni eremi abruzzesi (Luce nel silenzio,
2010), fino al presente lavoro incentrato sulla terra, il fotografo rosetano propone
un’indagine sul mondo naturale che ci conduce sempre più in profondità all’interno
della sua visione. Lo ‘sguardo’ dell’autore si conferma infatti ancora una volta rivolto verso una latitudine - artistica ed esistenziale - intima e raccolta, che
vive nell’individuazione di dettagli nascosti, quelli in cui si celano la verità
e l’essenza delle cose.
È quanto avviene ne Il respiro della terra,
anche attraverso una sperimentazione tecnica che si serve della stampa su tela,
per conferire agli scatti una resa materica, in alternanza con l’uso di
carta baritata, fibra naturale
che serve ad accrescere gli effetti espressivi sul piano
cromatico. Particolarmente suggestive risultano pertanto alcune immagini che hanno
per oggetto le radici
degli alberi, in cui il mezzo fotografico riesce a disvelare
le forme organiche insite nella natura, che alludono all’uomo e all’origine della
vita. Le molteplici pieghe del mondo vegetale emergono così in superficie attraverso
grovigli di linee prevalentemente nodose e contorte, a cui l’arte fotografica di
Cristian Palmieri restituisce la dimensione - perfetta e assoluta - di un tempo
interiore.
Immagini mute ma eloquenti, che a volte si accendono di colore, in cui in realtà è il colloquio con se stessi a prevalere, nella volontà di recuperare quel senso di appartenenza alla terra che è il ‘respiro’ della nostra vita e della nostra - umanissima - identità.
Prof.ssa Manuela VALLERIANI